mercoledì 6 aprile 2016

La settimana dell'emergente 2: L'esperienza di un autore autopubblicato

Buongiorno carissimi lettori ^^ Iniziamo la giornata parlando un po' dell'autopubblicazione tramite anche l'esperienza di un autore emergente. Sul web ci sono pareri discordanti: chi inneggia all'autopubblicazione e chi invece la rifiuta ostinatamente. Voi, che ne pensate?


L'autopubblicazione consente di pubblicare il proprio romanzo (di qualsiasi genere e forma) senza l'intervento intermediario di una casa editrice. L'autore da solo, o magari con l'aiuto di qualche amico, si dedicherà interamente a tutte le fasi indispensabili nella creazione concreta del proprio volume: dall'editing alla stampa, dalla scelta del titolo e della copertina alla pubblicizzazione (oggi più che mai facile grazie ai social network e ai nuovi mezzi di comunicazione), dalla distribuzione alla visibilità. Sicuramente ci sono pro e contro e non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Alcuni ricorrono all'autopubblicazione dopo non aver ricevuto risposta ripetutamente dalle case editrici o dopo aver ricevuto solo secchi NO, altri per una scelta personale, per non mischiarsi troppo nel mercato editoriale, per mantenere piena autorità nei confronti della propria opera. L'autopubblicazione risulta un pro se è fatta bene e con dedizione: l'accuratezza deve essere la parola d'ordine. Mentre altre volte si dimentica questo e vengono fuori volumi poco apprezzabili o dal punto di vista grammaticale, o dal punto di vista della rilegatura e dell'impaginazione, o dal punto di vista narrativo stesso a causa di un'assoluta contrarietà a modificare qualcosa o a ricevere e seguire i consigli da parte di chi per primo (amici, parenti) legge il romanzo. Un lavoro di limatura è sempre necessario. Per cui non abbiate mai fretta a pubblicare solo per il gusto di farlo. L'autopubblicazione comporta sia un vantaggio che un rischio: se da una parte chiunque può pubblicare il proprio volume e magari proprio questo volume diventa un bestseller per i lettori, dall'altra parte si ritrovano in giro storie che, a rigor del giusto, non sono adatte a essere pubblicate. Da blogger vi dico che negli ultimi anni sto assistendo sempre di più alla nascita di romanzi che sembrano non essere stati minimamente sottoposti neanche a rilettura! Insomma sì all'autopubblicazione purchè sia fatta bene e con attenzione!

Passiamo adesso all'esperienza del nostro amico Francesco di cui stiamo leggendo il romanzo ^^

Francesco Giuffrida e Homeron Etark

Salve a lettrici e lettori del blog di Cristina ed Ezio! Solitamente, nel promuovere il mio libro, preferisco parlare solo di quest’ultimo, evitando di prendermi troppo spazio personale. Ma oggi, invece, sono qui proprio per questo, quindi dai, iniziamo!
Homeron Etark è il mio esordio, il primo di tre atti. È autopubblicato, ma fortunatamente il risultato è stato quello che mi attendevo: poco interesse da parte di voi, lettrici e lettori, soprattutto dei più navigati in letture dello sconfinato pozzo del self publishing. Homeron Etark non vi attira più di tanto. Questo mio primo romanzo, anche se uscito da pochi mesi, non è mai entrato nelle top 10 di Amazon e io ne sono felicissimo!
Mi spiego.
Faccio tutto da solo, dall’ideazione all’editing, dal disegno alla distribuzione. E col tempo mi sono accorto di voler scartare molte delle opzioni tipiche del self publishing. Un autore emergente spara sulla massa, sperando di beccare quanti più indifesi e attirarli a sé. Io, per ora, mi dedico ad altro nella vita, non ho la pretesa di vivere di rendita da questa mia saga. Quindi non ho assolutamente fretta di farla leggere a migliaia di persone. Agli inizi, forse, avevo questa voglia, e sbagliai, proponendolo anche a gruppi o persone che in realtà di narrativa per ragazzi e young adult se ne intendono ben poco. Ed epica ancora meno… Quindi ho deciso un approccio diverso, molto più a tu per tu con lettrici e lettori. E cavolo, sta dando davvero i suoi frutti. Non entrerò troppo nei dettagli, per evitare di annoiarvi (gli unici interessati potrebbero essere gli altri autori) ma sono fiero di Homeron Etark. Tre anni di lavoro, collaborazioni, decine di illustrazioni, un sito web che continua a stupire i websurfer di ogni sponda professionale, una app per pc e per finire un audiolibro e un cortometraggio in arrivo. Ho lottato davvero tanto per far alzare a Homeron Etark l’asticella di qualità del self publishing. A questo punto, Homeron Etark sembra un libro supportato da una casa editrice. Anzi, a dire il vero saghe che possono vantare tale background sono poche, anche nel mondo dell’editoria.
Ma io non ho fretta di farlo leggere a voi, so che non tutti sono adatti. Poco erotismo, tanta classica avventura, il primo atto d’una storia di una ragazza piena di difetti, ingenua e più debole dei suoi nemici. Nah, troppo azzardato per un libro in self publishing. Non vi pare? Nevermind, chi vuole seguirmi è il benvenuto: http://homeronetark.comA tutti gli altri: buona avventura, qualunque essa sia!

Voi che ne pensate?

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