martedì 18 aprile 2017

Recensione: Deathdate

Buongiorno carissimi lettori, come avete passato la Pasqua? Io ho mangiato tantissimo, quindi in questi giorni mi toccherà insalata e fare tanta palestra xD

Oggi voglio lasciarvi la mia recensione del libro Deathdate di Lance Rubin, edito da DeAgostini. Un libro unico nel suo genere e che, giustamente, ha incantato lettori in tutto il mondo. In fondo è impossibile resistergli, e se lo avete letto sapete già il perché.
Io ho già letto anche il seguito Birthdate, uscito lo scorso mese, ma per il momento non voglio dirvi nulla a riguardo, leggerete tutto nella prossima recensione.

DEATHDATE
DeAgostini | 331 pp. | €14,90
Denton Little ha diciassette anni e una sola certezza: morirà la notte del ballo di fine anno. Ma – escluso il pessimo tempismo – nulla di strano. Perché il mondo di Denton funziona così: tutti conoscono la data della propria morte, e tutti aspettano il fatidico momento contando i minuti. Per questo, fino a oggi, la vita di Denton è stata piuttosto normale: la scuola, gli amici e Taryn, la fidanzata. Ma ora mancano due giorni al ballo... e Denton sente di non avere più un secondo da sprecare. Non soltanto perché vuole collezionare più esperienze possibili in meno di quarantotto ore – la prima sbronza, la prima volta, e il primo tradimento – ma anche perché le cose sembrano essersi improvvisamente complicate. Chi è l’uomo sbucato fuori dal nulla che dice di avere un messaggio da parte di sua madre, morta ormai da molti anni? È soltanto un pazzo? E allora perché suo padre ha iniziato a comportarsi in modo tanto bizzarro? D’un tratto le ultime ore di Denton Little si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità. E forse di una via d’uscita.
Dalla straordinaria penna di Lance Rubin, il primo romanzo di una nuova serie distopica. Una lettura brillante, irriverente e provocatoria. Una storia che vi lascerà con il fiato sospeso e che metterà in dubbio tutte le vostre certezze.


Leggere Deathdate è stato come una boccata di aria fresca. È un libro divertente, originale e con tanti piccoli messaggi che fanno riflettere i lettori.
Fin dalla sua uscita ho desiderato scoprire questa storia, ho aspettato un po’ prima di poterlo fare, ma ne è valsa la pena. Deathdate è uno di quei libri che nella vita vuoi aver letto e non puoi poi pentirti di averlo fatto.
Denton Little ha diciassette anni, e ormai gli rimane l’ultimo giorno di vita. 24 h per poter salutare tutti, partecipare al proprio funerale e poi aspettare in casa che si compia il suo destino. Tutti infatti nella sua società sanno, subito dopo la nascita, quale sarà il giorno di morte, in base ad un kit che analizzando il DNA prevede la data di fine vita. Così Denton sa già da anni di essere un “prematuro”, come il suo migliore amico Paolo, che morirà solo un mese dopo.
Ma il protagonista che ha sempre vissuto una vita che lui stesso definisce “normale”, in quest’ultimo giorno di vita sembra andare contro quello che è sempre stato. Provando finalmente le prime esperienze, insieme a Paolo e altri amici. Quello che dovrebbe essere quindi un giorno triste e malinconico, invece si trasforma in un’avventura. Scappare da poliziotti, andare al ballo del liceo, fare sesso per la prima volta, fare quasi a botte con l’ex della tua fidanzata, … sono solo alcuni degli eventi che renderanno l’ultimo giorno di Denton adrenalinico e indimenticabile. Per non parlare del discorso fatto al suo funerale, in cui decide di dire la verità ad ogni persona, sia che essa sia una buona persona, sia che essa non lo sia.

«Professoressa Donovan, se è qui con noi, devo dirle che è una persona crudele. E una pessima insegnante. Penso di aver disimparato quel poco di matematica che sapevo, per colpa sua. Parliamo sempre male di lei, ma non abbiamo mai il coraggio di dirglielo in faccia perché lei ci terrorizza. Perciò ecco qua. Secondo me, le farebbe bene andare da uno psicologo. Non so, è solo un’idea.»
Da qualche parte nella sala si leva un grido di giubilo.
«Non voglio essere cattivo, amici. In un certo senso sono contento che esistano persone così, perché le avversità aiutano a crescere, no? Ma voglio dire le cose come stanno. Voglio che tutti diciamo le cose come stanno. Perché la vita è adesso. Questi momenti sono tutto ciò che abbiamo. No?» Cavoli, come sono profondo.

In tutto questo trambusto, il lettore si divertirà insieme ai protagonisti, nella speranza che quello non sia davvero l’ultimo giorno di Denton. Perché è proprio il sapere di avere a disposizione poche ore, che rende il protagonista consapevole di non voler morire, ma di volersi godere ancora il suo mondo, i suoi amici, la sua famiglia. Per tutto questo credo che Lance Rubin ci voglia lanciare tanti messaggi, primo tra tutti di vivere la vita sempre al massimo, senza rimpianti.
Mi sono piaciuti quasi tutti i personaggi, in particolar modo Paolo e sua sorella Veronica, sono molto diversi tra loro, ma hanno ugualmente qualcosa da raccontare. Paolo nonostante sappia che il prossimo sarà lui, fa di tutto per rendere l’ultimo giorno dell’amico indimenticabile e sarà lui ad accompagnare Denton nella storia.
Deathdate che ci viene presentato come uno young adult, in realtà è molto di più. Ho apprezzato al 100% questo romanzo perché, con la semplicità delle parole e la storia di Denton, Lance Rubin ci regala un piccolo tesoro. Una storia originale, che porta il lettore alla scoperta di qualcosa di nuovo, mai letto.
Questo è sicuramente un romanzo che consiglio a tutti, grandi e adolescenti, per poter apprezzare un poco di più la nostra vita, ma anche per divertirsi insieme a Denton e le sue mille (dis)avventure.


VOTO:



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